Manufatti in pietra e marmi per il settore croceristico e degli yacht, per le hotellerie, per il corporate e il residenziale.

150 anni di tradizione familiare

 

Nelle cave delle montagne intorno a Verona, l’Urbs Marmorea rinomata ovunque nel mondo, i nostri avi già conoscevano il lavoro dei cavatori, degli scalpellini, degli artigiani di bottega. Da lì arrivava il sapere di Luigi Annichini, che dal 1875 realizzava a mano elementi architettonici come colonne, balaustri, altari e sepolture, tradiazione trasmessa alla generazione successiva sino ad Alessandro Lavagnoli, nipote di Luigi. Sin da piccolo, egli si inserisce nelle botteghe dei maestri artigiani scalpellini e marmisti. Lì impara l’arte dell’incisione e della scultura, testimoniata dall’incisione delle targhe del Bollettino di Guerra poste sul ponte della Vittoria a Verona e da innumerevoli bassorilievi e statue per l’arte sacra. Nel 1957 Alessandro inizia la propria attività imprenditoriale, sostenuto dalla moglie Armanda Tosolini, ricca di senso pratico e determinazione, necessari per impegnarsi in azienda e in famiglia.


Lavagnoli storia

1875, Luigi Annichini, scalpellino di marmo, bisnonno dell’attuale proprietario di Lavagnoli

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Luigi Annichini insieme ai suoi collaboratori

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Alessandro Lavagnoli

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Alessandro e Leonardo Lavagnoli

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Alessandro Lavagnoli nel suo laboratorio

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Leonardo Lavagnoli

 

“Ho iniziato a imparare il lavoro da mio nonno, rubandolo con gli occhi. Poi è scattata la molla. Ho iniziato sotto un portico, ma la passione cresceva, mi ha spinto fuori regione per prendersi spazio. Il mio vero inizio” Alessandro Lavagnoli


L’arrivo in Friuli Venezia Giulia

 

Con sempre nuove esperienze, competenze e invenzioni nelle lavorazioni, nei primi anni Ottanta del Novecento Alessandro Lavagnoli si trasferisce in Friuli Venezia Giulia. Mantiene solidi legami con la terra natale e con il comparto del marmo che si va sviluppando a Verona, mentre la sua piccola realtà inizia a distinguersi per ingegnosità. Riesce a tornire e sagomare con originalità, quando macchinari, computer e software sono ancora lontanissimi dal venire. Alessandro Lavagnoli sin da allora ha inventiva, senso pratico, intraprendenza, passione e sensibilità per il bello e li cerca in chi vuol lavorare con lui. Un modo di operare che sarebbe divenuto caratteristico di Lavagnoli.


La quarta generazione e il marchio Lavagnoli

 

Leonardo, figlio di Alessandro Lavagnoli e Armanda Tosolini, muove i primi passi fra artigianalità e imprenditoria. Assorbe le tecniche classiche della lavorazione manuale delle pietre sin da bambino per approfondirle con lo studio dei materiali lapidei e delle loro applicazioni. Scopre le nuove tecnologie. Lo fa con carattere determinato e attratto dalle sede, e nello stesso tempo sensibile alle influenze architettoniche e artistiche. Dalla fine degli anni Novanta, introduce i primi macchinari computerizzati e si affaccia sul mercato estero. Nel 1997 prende il controllo dell’azienda, che nel 2001 trasforma in Lavagnoli Marmi s.r.l. sino a giungere al marchio Lavagnoli. Da allora ci evolviamo molto. Affrontiamo processi produttivi anche molto complessi con macchinari tecnologicamente avanzati e personale specializzato e aggiornato. Manteniamo vivo lo scambio continuo tra artigianalità e industrializzazione. Amiamo le realizzazioni ambiziose: scatenano la sfida dell’ottimizzazione del risultato, dove tecnica e sensibilità s’incontrano.


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Gianna Comuzzi e Leonardo Lavagnoli

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Sede produttiva di Ronchis (UD)



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